Lettera #2
Nella lettera di oggi voglio portarti un po' nella mia storia, perchè tu possa comprendere meglio perchè ho fatto del prendermi cura degli altri la mia principale attività.
Sono cresciuta in un ambiente pieno d’amore.
Un amore imperfetto, strano e assolutamente non convenzionale, ma pur sempre un amore.
Sarò sintetica: ho vissuto contemporaneamente dentro tanti nidi, in tanti mondi, in molte famiglie diverse unite in una sola... e forse per questo ho così tanto amore.
Invece che dividersi, disperdersi, sparire...
si è moltiplicato.
Da piccola sono cresciuta con una mamma del cuore, ma non perché non avessi una mamma della pancia come gli altri. Avevo una mamma, era presente e mi amava più di qualsiasi altra cosa al mondo. Semplicemente ne avevo una in più.
SEMPLICEMENTE
Sono cresciuta -tra le altre persone- con questa donna.
Una di quelle con un cuore immenso e purissimo, e così ho imparato che l’amore non segue per forza le regole o le costruzioni che crediamo; che il cuore a volte fa parkour fra le idee che uno ha di famiglia o relazione ed è super importante dagli atto e valore.
Ho avuto un’infanzia normale. Giocavo, ballavo, cantavo, guardavo i cartoni della Disney, e disegnavo. Ma non eccessivamente... disegnavo quanto facevo il resto.
Non è stato chiaro subito che volevo disegnare. A dire il vero... niente è stato del tutto chiaro. In realtà forse non lo è nemmeno ora.
E VA BENE COSÍ
Cosa c’è di chiaro e delineato in una bimba che deve spiegare ai suoi compagni di scuola che la signora che vedono tutti i giorni, la mia mamma, non è la mia mamma mamma, però la mia mamma eccome.
E per questo devo ringraziare la mia mamma mora.
Tutto è successo un giorno, in uno dei viaggi verso l'Argentina che ha e tutt'ora caratterizza la mia vita.
Avrò avuto 8/9 anni, eravamo in volo e nel parlare ho chiamato mamma l’altra mamma, esplodendo in un pianto pieno di sensi di colpa.
La mia mamma mora mi ha colto di sorpresa quando, in un abbraccio, mi ha detto che quello che sentivo era giusto.
Penso sia il ricordo primo che ho legato al sentirmi dire che i sentimenti non hanno un giusto e uno sbagliato.
QUELLO CHE SENTI
VA BENISSIMO.
E non è mai smesso di essere così.
É quel che mi piace del mio lavoro:
dare forma
tangibile
concreta
imperitura
a uno stato del cuore
che va bene com’è.
Un abbraccio,